Biblioteca Geo CAI Bassano
Problemi di inaquinamento e salvaguardia delle aree carsiche
Metodi di indagine e di studio per la gestione delle aree carsiche e delle cavità naturali
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Copertina del libro Problemi di inaquinamento e salvaguardia delle aree carsiche
Genere: Libri
Autore: AA.VV.
Editore: Nuova Editrice Apulia
Pagine: 144
Biblioteca: Biblioteca Geo CAI Bassano
Luogo di pubblicazione: Bologna
Anno publicazione: 1989
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Indice del contenuto
Scritto da Massimo Civita
E' ormai da tempo trascorsa, e per fortuna, l'epoca nella quale si consideravano i cultori e gli studiosi del fenomeno carsico, nei suoi diversi aspetti, con un certo sus~iego, quasi si trattasse di tempoliberisti della domenica impegnati più in qualche sorta di scampagnata che in una attività di ricerca vera e propria, spesso complessa, sempre difficile, talvolta, pericolosa.
Oggi, l'attività dello speleologo è considerata da chi, come me, ha dedicato un quarto della sua vita professionale allo studio dell'idrodinamica nei terreni carsici come un prospettore che, se ben assistito e indottrinato scientificamente, è in grado di raccogliere quella massa di dati indispensabili alla comprensione dei processi che avvengono all'interno di un sistema idrogeologico carsico. In quale altro modo se non con la prospezione diretta si potrebbe giungere a capire geometria e dimensioni del sistema in studio? Come altrimenti si potrebbe risalire alla genesi dei processi geochimici ed idrodinamici che si svolgono all'interno di questi sistemi senza le constatazioni di fatto che solo l'esplorazione speleologica, in senso lato, fornisce? Sì, perché oggi esplorazione speleologica non significa più l'isolato o il gruppetto di amici, con qualche scaletta di corda, molto amore per l'ignoto e altrettanto grande impreparazione tecnica e scientifica. Oggi, la speleologia moderna significa preparazione, conoscenza, attrezzatura ed organizzazione raffinate, significa osservazioni scientifiche programmate, impianto di stazioni di misura nel profondo delle cavità, test con traccianti fatti su base scientifica ...
In quest'ambito e con tale background culturale, era normale che l'attenzione si posasse sull'ambiente carsico e sulla protezione delle sue risorse paesaggistiche, fauno-floristiche e, soprattutto, idriche. Gli acquiferi carsici hanno rappresentato a lungo, e rappresentano tuttora, la base per l'instaurazione e lo sviluppo delle civiltà in molte parti del mondo, primo tra tutte per storia ed importanza, il bacino del Mediterraneo. In Mesopotamia, in Turchia, in Grecia, nei Paesi del Nord Africa occidentale dapprima; ma poi rigogliosamente in Italia, in Francia, in Jugoslavia, ecc. la civiltà é nata e cresciuta laddove abbondanti erano le risorse idriche scaturenti da acquiferi carbonatici. La notevole estensione di tali acquiferi e le strutture montuose che li ospitano, elevate a quote anche notevoli ove ricca è l'alimentazione pluviale, fanno si che i tempi di corrivazione sotterranea portino la gran massa della risorsa ad essere disponibile a bassa quota ed in estate, fornendo un evidente impulso all'irrigazione anche in aree climatiche inospitali e permettendo ottimi raccolti nelle zone temperate.
Ecco, dunque, spiegati tanti antichi centri abitati italiani, francesi, greci che sono o erano arroccati intorno alle sorgenti, fonti di benessere e, spesso, di sopravvivenza, dunque bene strategico da difendere ad ogni costo.
Oggi, però, questa risorsa di valore sempre più essenziale, a fronte del depauperamento progressivo delle altre risorse idropotabili, corre rischi sempre più gravi, dovuti all'impatto antropico crescente e non modulato da appropriato sistema normativo. Ciò anche a causa della scarsa conoscenza delle problematiche e dei metodi per affrontarle adeguatamente.
Credo sia, dunque, molto importante iniziare una operazione scientifica di vasto spessore che comincia con scambi di conoscenza tra tutti coloro che si occupano ed amano il carsismo nelle sue diverse forme. Ecco, quindi, l'importanza di Corsi come questo che hanno avuto ed avranno il compito di sensibilizzare l'ambiente speleologico e di promuovere un lavoro organizzato, direi mirato ad acquisire sempre nuove conoscenze, onde proporre interventi strutturali e normativi, scientifici e tecnici a salvaguardia di un "ambiente" di particolare bellezza che tutti amiamo.
Prof Massimo Civita
C.N.R. Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche

INDICE DEGLI ARTICOLI
  • Prefazione (M. Civita) - pag.5
  • Presentazione (P. Grimandi) - pag.7
  • Salvaguardia delle aree carsiche (A. Rossi) - pag.11
  • I fattori di degrado del patrimonio carsico (M. Chiesi) - pag.15
  • I principali agenti inquinanti dell'ambiente carsico ipogeo (P. Forti) - pag.35
  • I principali agenti di degrado nelle grotte turistiche: loro effetti e possibili rimedi (A.A. Cigna -P. Forti) - pag.47
  • L'inquinamento degli acquiferi carsici (B. Vigna-R. Pavia) - pag.61
  • Effetti dell'impatto umano sul carsismo (U. Sauro) - pag.77
  • Carsismo e speleologia negli studi per la valutazione di impatto ambientale (F. Cucchi) - pag.95
  • Aree protette a connotazione carsica (E. Burri) - pag.113
  • Tutela del patrimonio carsico: necessità di un approccio corretto (F. Petruzzella -M. Panzica La Manna) - pag.135
Data inserimento: Mercoledì 02 Marzo 2011 22:13

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